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Considerazioni e dibattito a cura di David Bastianoni Studio
Tutto il ricavato sarà devoluto all'Associazione Lilith Centro Aiuto Donna
Moderazione a cura di Davide Imbrogno
Comunicato ufficiale:
Viviamo un tempo di trasformazione costante, in cui la fotografia di matrimonio non è mai stata
così seguita, apprezzata e riconosciuta. Le immagini di wedding dominano il panorama visivo
contemporaneo, occupano le prime file delle riviste e dei social. Sono diventate simbolo di stile, di racconto, persino di status.
Eppure, mai come ora il fotografo di matrimonio sembra aver perso direzione.
In un paradosso quasi clinico, mentre la superficie del settore brilla, al suo interno si avverte una
stasi profonda, una sorta di necrosi professionale.
Un'incapacità diffusa di leggere il mercato con lucidità, di riconoscere il proprio pubblico, di
costruire una visione coerente e sostenibile del proprio lavoro.
Si corre. Si produce. Si espone.
Ma troppo spesso, non si cresce.
Perché non basta essere presenti: serve capire dove si sta andando.
E oggi, a livello globale, troppi fotografi si muovono senza bussola, rincorrendo estetiche di
tendenza, algoritmi e approvazione, senza un progetto solido, senza un’identità reale.
Per troppo tempo, il racconto della nostra professione è stato ceduto a voci brillanti ma disallineate.
A chi non vive il fronte reale, ma lo osserva da una distanza comoda.
A chi costruisce formule, format, filosofie rivolte ai fotografi, non alle coppie.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una professione svuotata, estetizzata, ripiegata su sé stessa.
Un mestiere che si specchia, ma non si interroga. Che si mostra, ma non si struttura.
Il titolo dell’incontro “Dalla scomparsa della fototessera alle 4 stelle Michelin (che non esistono)”
non è solo ironia: è una provocazione necessaria.
Perché provocare, oggi, non è scandalizzare, ma attivare.
Smontare narrazioni superficiali, creare attrito, generare consapevolezza.
Senza una presa di posizione, non si affronta un mercato: lo si subisce.
E chi vuole definirsi professionista, oggi, non può più permettersi il lusso dell’indifferenza.
Dopo essere stati chiamati più volte e aver scelto, finora, di lasciare spazio ai “creator” abbiamo
deciso di metterci la faccia, la testa e il cuore.
Di rompere il silenzio.
Non per dare lezioni, ma per aprire un dibattito vero.
Ci faremo le domande scomode.
Condivideremo il nostro punto di vista.
Perché è tempo di svegliarsi dal placebo dell’essere artista.
E tornare a vivere di immagini.
Questo incontro non nasce per aggiungere voce al rumore.
Nasce perché ci abbiamo creduto. E ci abbiamo speso anni.
Perché conosciamo il valore di questa professione.
E oggi, vedendo tanti fotografi di matrimonio bloccati in una profonda incertezza,
sentiamo il dovere di scuoterli, svegliarli, riaccendere visione.
È tempo di rialzare la testa e guardarsi allo specchio.
La formula sarà essenziale e concreta: una riflessione strutturata sullo stato attuale del mercato,
guidata da un moderatore. I partecipanti saranno liberi di porre domande, intervenire, confrontarsi.
Perché la vera crescita non nasce da risposte preconfezionate, ma da domande condivise.
Abbiamo chiesto ad Anfm: che l’intero ricavato andasse a Lilith Centro Aiuto Donna.
La quota di partecipazione non è una fee: è il minimo per donare.
Chi vorrà, potrà offrire di più.
Non per noi, ma per sé.
Perché dare di più significa dare più valore al proprio tempo.
E trasformare un incontro in un atto concreto di responsabilità.
Bellezza è anche questo.
Le tariffe riservate ai soci ANFM per eventi, tour e convention sono valide solo per chi è in regola con la quota associativa. La quota dovrà essere valida per tutta la durata dell’evento, altrimenti non sarà possibile accedere.